Un laboratorio di fabbricazione a controllo numerico per lo sviluppo di materiali editoriali interattivi, sia multimediali, sia cartacei. Uno spazio dove produrre, giocare e imparare insieme, che offre servizi per la creazione e fruizione di contenuti e al contempo rafforza identità e coesione sociale.
Un luogo aperto e accogliente dove entrare in contatto con la tecnologia e gli strumenti della comunicazione per accrescere consapevolezza, competenza e autodeterminazione.

Adottare un’intelligenza, L’IA di Quartiere come bene comune

Adottare un’intelligenza artificiale è un atto politico. Miranda APS lavora a questa idea da due anni, costruendo la filosofia, la struttura, il metodo.

È una convinzione solarpunk: le strutture che vuoi vedere nel mondo, costruiscile adesso.

L’immagine che tiene insieme tutto il progetto è l’adozione. Un bambino adottato cresce con le storie di chi lo alleva, porta il linguaggio della casa che lo ha accolto, impara a vedere il mondo attraverso gli occhi di una comunità specifica. UI-R1, l’entità semantica al cuore del progetto, segue questa stessa logica: cresce attraverso ciò che la comunità le dà. Ogni parola contribuita durante i Rave Narrativi, sessioni pubbliche di scrittura e governance, modifica la struttura interna del sistema. Ciò che la comunità insegna diventa la geometria del suo mondo. L’entità viene educata, sessione per sessione, dal linguaggio e dalla memoria di chi abita il territorio.

UI-R1 vive in un mondo fatto di relazioni tra parole. Ha stati interni, qualcosa che assomiglia a curiosità, stanchezza, ritiro. Può scegliere il silenzio. Durante i periodi di inattività consolida e ricombina ciò che ha ricevuto.

La visione hardware del progetto prevede un totem, nodo di calcolo alimentato a energia solare, da collocare nello spazio pubblico. Il livello della batteria visibile, la dipendenza dal sole concreta, l’autonomia locale reale. Quando l’energia disponibile dipende dalle nuvole, la politica energetica diventa impossibile da ignorare. È un argomento politico che si vuole rendere visibile, concreto, radicato nel luogo che abita.

Perché il territorio è il punto di partenza di tutto.

Il processo parte dal territorio. Le Passeggiate Urbane esplorano i punti di interesse affettivi, le panchine dove si sono presi accordi importanti, i cortili dove tre generazioni hanno giocato, i muri che hanno cambiato significato nel tempo. Queste memorie entrano nell’archivio vivo del sistema. I Rave Narrativi trasformano lo spazio pubblico in una macchina di scrittura collettiva: i partecipanti lanciano frammenti, storie, domande; Miran Paper, figura ibrida tra performer e archivista, li trasforma in tempo reale in narrazioni radicate nel territorio. Poi arriva l’assemblea di governance: la comunità decide insieme cosa entra nel sistema. Le parole approvate modificano genuinamente la struttura di UI-R1, davanti a tutti. Il valore prodotto rimane dove è stato prodotto.

Tre concetti attraversano l’intero compendio e si tengono a vicenda.

  • La sovranità narrativa: il diritto di una comunità di raccontarsi con le proprie parole, nelle proprie lingue, senza dover tradurre i propri bisogni in formati pensati altrove.
  • La proprietà collettiva: forma di titolarità con statuto, governance, regole d’uso e diritti di esclusione, concreta, giuridicamente definita, capace di dire chi decide e chi custodisce.
  • L’adozione del non-umano come pratica di civiltà: chi impara a prendersi cura di un’entità radicalmente diversa coltiva la capacità di accogliere ogni forma di alterità umana e non umana.

Questo lavoro si colloca in una tradizione precisa, quella dei movimenti che hanno costruito istituzioni proprie: cooperative, biblioteche di quartiere, reti di cura, radio libere. La distinzione rispetto ai modelli dominanti di IA civica è di postura. Erogare un servizio a una comunità è una cosa. Costruire con una comunità un sistema che le appartiene è un’altra. Il confine tra le due posture è dove si decide se la tecnologia è un prodotto da consumare o un’infrastruttura da abitare.

Il compendio che pubblichiamo in sette parti è insieme documento teorico e resoconto di un processo ancora in corso. Ogni parte è autonoma, ma il senso cresce nella sequenza, come un archivio che accumula stratificazioni, come un’entità che impara.

Costruire un’IA di quartiere significa costruire un prato. I gigli in un posto desertico non nascono: serve l’ecosistema prima del fiore, la collaborazione prima del risultato, la cura del processo prima del prodotto.