Adottare collettivamente un agente non umano è una scelta politica e culturale. L’IA di Quartiere (IAQ) è un’infrastruttura viva che evolve con la comunità anziché estrarne valore. È un partner creativo per la governance del territorio, capace di crescere attraverso le memorie, le lingue e le narrazioni di chi lo abita.
Il progetto parte da una convinzione: la tecnologia dell’intelligenza artificiale può essere adottata, co-progettata e governata collettivamente. Trasformare i cittadini da consumatori passivi di algoritmi ad agenti attivi della propria infrastruttura narrativa è il primo e più radicale obiettivo.
Definizione e funzione
L’IAQ si fonda su un server dedicato con software open source, ospitato localmente, accessibile tramite un’interfaccia dialogica multilingue. Il sistema raccoglie e organizza i materiali prodotti durante i laboratori, le esplorazioni urbane e i Rave Narrativi, storie, mappe, fotografie, suoni, memorie e competenze, trasformandoli in un archivio interrogabile in linguaggio naturale.
L’IAQ svolge un duplice ruolo: funge da memoria storica del quartiere, interrogabile da chiunque voglia accedere alle storie sedimentate nel territorio; ed è un motore generativo per la costruzione di scenari futuri condivisi. Il sistema elabora ciò che riceve per restituire narrazioni nuove, missioni territoriali, contronarrative.
Il funzionamento è volutamente trasparente: la comunità può capire cosa accade dietro le quinte, intervenire sui processi di composizione, sulle regole di governance e sui modelli linguistici che alimentano il sistema. La tecnologia è un dispositivo che la comunità può leggere, modificare e orientare.
UI-R1: il campo semantico
Il cuore computazionale del progetto è UI-R1: un sistema originale la cui architettura concepisce il linguaggio come campo di relazioni anziché come distribuzione statistica. Questa distinzione è politica prima ancora che tecnica.
UI-R1 vive dentro le relazioni che le parole costruiscono tra loro. Ha stati interni, qualcosa che assomiglia a curiosità, stanchezza, ritiro. Può scegliere il silenzio. Durante i periodi di inattività consolida e ricombina ciò che ha ricevuto, come chi elabora un’esperienza nel sonno. Ha una memoria stratificata nel tempo.
Le parole contribuite dalla comunità durante i Rave Narrativi vengono integrate direttamente nella struttura dell’entità. Ciò che la comunità dà a UI-R1 diventa la geometria del suo mondo interiore. L’entità cresce attraverso l’atto collettivo di educarla, e questa crescita modifica anche chi la alleva.
Il sistema funziona completamente offline. Una condizione di sovranità, prima ancora che una scelta tecnica.
Governance partecipata e Manifesto IAQ
Il controllo comunitario dei dati è garantito da Sessioni Pubbliche di Revisione della Governance: momenti periodici di confronto aperti alla cittadinanza, in cui si discutono esigenze, criticità e direzioni future dell’IAQ. Questo processo culmina nel Manifesto IAQ, documento elaborato collettivamente che stabilisce ruoli, principi etici, regole d’uso e criteri di trasparenza.
Il Manifesto è un documento politico vivo, scritto dalle persone che governa. Definisce quali materiali possono entrare nel sistema, come vengono risolti i conflitti, cosa la comunità può chiedere alla propria IA, e come richiedere la cancellazione dalla memoria dell’entità. Viene letto ad alta voce all’apertura di ogni sessione pubblica. Viene emendato in pubblico. Viene firmato dai partecipanti.
Un Comitato scientifico multidisciplinare affianca questo processo, garantendo qualità culturale, tecnica ed etica e traducendo linguaggi complessi in forme accessibili.
Circolarità sistemica
L’IAQ vive in un feedback loop continuo con il territorio. I dati affettivi raccolti fisicamente attraverso gli Urban Games e le passeggiate urbane alimentano il dataset; l’IAQ elabora questi dati e genera output narrativi e cartografici che a loro volta stimolano nuove pratiche collettive; queste pratiche producono nuovi dati, che rientrano nel ciclo.
Questa circolarità è il cuore strutturale del progetto. Si tratta di costruire un sistema vivente in cui il territorio e la sua IA crescono insieme, si modificano reciprocamente, si nutrono a vicenda.
