Un laboratorio di fabbricazione a controllo numerico per lo sviluppo di materiali editoriali interattivi, sia multimediali, sia cartacei. Uno spazio dove produrre, giocare e imparare insieme, che offre servizi per la creazione e fruizione di contenuti e al contempo rafforza identità e coesione sociale.
Un luogo aperto e accogliente dove entrare in contatto con la tecnologia e gli strumenti della comunicazione per accrescere consapevolezza, competenza e autodeterminazione.

DAP4.0- Be the Boss

daniela calisi e giovanna di rosario

Il Dap4- Be the Boss – Self-confidence is the best outfit fa parte di una mostra organizzata da CDC in collaborazione con Ires Piemonte, che segna la conclusione del progetto ALFa: un percorso di 36 mesi che ha visto 13 enti antitratta collaborare insieme alla Prefettura di Torino per supportare più di 450 persone sottratte allo sfruttamento sessuale. Un progetto di inclusione ed empowerment femminile – finanziato dall’Unione Europea e dal Ministero dell’Interno.

La creazione di questo libro analogico post digitale prevede un processo di scrittura collaborativa che coinvolge le donne sopravvissute alla tratta nella selezione dei versi delle canzoni che più sono solite cantare nella loro quotidianità.

D.A.P 4.0 – Be the Boss, é frutto di un approccio alla scrittura ricombinante come strumento per rappresentare fenomeni complessi del mondo globalizzato, generando al contempo empowerment e azione partecipativa per una comunità che viene resa informata, consapevole e competente.

Lo scopo principale di questa attività creativa collettiva è, in primo luogo, la comprensione esperienziale di fenomeni complessi nel mondo globalizzato, dove l’accesso alle informazioni riguardante il mondo spirituale ed esistenziale delle persone è spesso opaco.

Questo processo di costruzione é caratterizzato in ogni sua fase da una dimensione rituale attorno alla quale raccogliere e acquisire una sensibilità collettiva e un passaggio di informazioni riguardo la sensibilità e l’identità profonda delle donne sopravvissute alla tratta, permettendo a queste ultime di esprimerla in maniera svincolata dalla loro storia di violenza .

L’opera é stata presentata quest’anno durante il main speech di Daniela Calisi alla ELO 2022 International Conference and Media Arts Festival. Lo speech, dal titolo “Sistemi ricombinanti di significato emergente per la narrazione dei fenomeni sociali complessi” mira ad illustrare le diverse fasi di produzione e i diversi gruppi coinvolti dal processo di inclusione che sottostà all’opera.
Il D.A.P. fa parte una serie di istallazioni poetiche interattive e stradali intitolate Distributore Automatico di Poesia.
Il nome é sempre seguito da un numero che rappresenta le differenti versioni Hardware e i diversi corpus di contenuti che ciascuna ha ospitato.
Il D.A.P. 4.0 riprende e puntualizza il processo già sperimentato con i migranti economici, i richiedenti asilo, i rifugiati politici nelle precedenti versioni
del D.A.P. 3
Il titolo di questa edizione costituisce in sé é un primo risultato: é stato mutuato da una delle frasi emerse durante la raccolta del primo corpus di testi. E’ una delle frasi pronunciate dalle donne sopravvissute alla tratta ed esprime con forza il loro desiderio di smettere di obbedire, diventare padrone di loro stesse e autodeterminarsi. Ne emerge con forza come la violenza e lo sfruttamento siano in primis una questione di potere.
La fase A prevede che venga organizzata una festicciola nel rifugio antitratta dove le sopravvissute hanno il compito di scegliere la playlist della festa e per ciascuna canzone indicare i propri versi preferiti e che canticchiano nella quotidianità.

PERSONE + STORIE:
la raccolta delle voci delle donne sopravvissute alla tratta avviene attraverso un approccio basato sulla socialità, sulla convivialità e sulla musica: é espressione diretta di un sentire intimo e quotidiano e permette alle sopravvissute di esprimere la loro identità al di là del racconto del trauma vissuto.
Il confronto tra le donne sopravvissute alla tratta e le operatrici sociali permette a quest’ultime di raccogliere le storie, i versi preferiti e materiale biografico. In questo modo si crea un primo corpus storie, di versi e di suoni, ed emergono elementi biografici a supporto del lavoro delle operatrici.
Questa fase prevede l’utilizzo di una INTERFACCIA DI SCRITTURA scritta specialmente par questa opera. Artiste, scrittrici ed operatrici sociali, ricombinano i versi del corpus originale, metaforicamente esse CERCANO DI DARE UN SENSO al corpus originale creando un secondo corpus di combinazioni leggibili.
PERSONE + SOFTWARE:
Grazie all’utilizzo di uno specifico editor, artiste, scrittrici ed operatrici sociali, rileggono e ricombinano il corpus di testi originale. In questa fase vengono anche selezionate le voci e i canti da associare alle interazioni con il testo.

Questa operazione di lettura e scrittura collaborativa mette in relazione due gruppi di donne che non avrebbero altrimenti modo di incontrarsi poiché i rifugi sono luoghi protetti.
Chi partecipa al processo di scrittura collaborativa si approccia alle problematiche legate alla tratta delle donne e nello stesso tempo sperimenta le implicazioni matematiche e le peculiarità della ricombinazione dei testi.
La fase C prevede la costruzione di una INTERFACCIA DI LETTURA analogica post-digitale: si tratta di un libro cartaceo interattivo a pettine che, grazie alle sue componenti elettroniche, consente al lettore di leggere e generare un grandissimo numero di poesie, tutte finalizzate a restituire le scelte testuali fatte dalle donne sopravvissute alla tratta.
PERSONE + HARDWARE:
L’autrice si avvale della consulenza di 2 ingegneri che si adoperano nella realizzazione di un nuovo oggetto interattivo. La componentistica elettronica che arricchisce il libro permette di  ampliare la lettura generativa con un impianto sonoro in grado di far ascoltare le voci delle donne.
Il libro crea attorno a sé una coralità di voci che permettono una lettura non solipsistica ma condivisa con le persone si trovano nello stesso spazio del lettore. La costruzione di un nuovo tipo di libro interattivo permette di creare e costruire un modo diverso di approcciarsi alle problematiche di questo fenomeno sociale. 
Il pubblico e i committenti fanno esperienza di una modalità di lettura collaborativa e corale. L’intero processo é caratterizzato da una dimensione rituale attorno alla quale raccogliere e acquisire una sensibilità collettiva e un passaggio di informazioni riguardo l’identità profonda delle donne sopravvissute alla tratta, permettendo loro di esprimersi al di là della loro storia di violenza .
PERSONE + LIBRI:
il gioco, l’ascolto e la lettura del libro permettono di scoprire un fenomeno complesso che riflette l’umanità e l’identità degli individui coinvolti.
I tre diversi gruppi di persone entrano in comunicazione tra loro attraverso il coinvolgimento in un atto complesso di scrittura collettiva.
La costruzione di un Significato Emergente é un’opportunità di riscatto e visibilità per le protagoniste del progetto, così come un punto di entrata libero da pregiudizi sulla complessità che caratterizza il fenomeno migratorio e i processi di inclusione sociale.

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