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IL VIAGGIO DELL’EROE (E DEL DADO)| I- CRITICAL ROLE

Tempo fa The Paper Lab si è trovato al Parco Ginzburg con Rachele Cataldo, esperta di data storytelling, a parlare di Problem Solving e Film Pixar. Anzi, a giocare con il problem solving impersonando personaggi e trame tratte dai film Pixar.
In questo modo abbiamo avuto modo di testare e far concepire il gioco di ruolo in quanto potente mezzo in grado di veicolare processi, contesti e situazioni con forza e naturalezza, senza necessità di forzare troppo la mano. Devi impersonare un complottista-terrapiattista? Sicuramente non potrai essere un fan di Alberto Angela. O di qualsiasi cosa abbia delle pagine rilegate e contenga delle lettere messe in successione a formare delle frasi di senso compiuto.

Ma prima di arrivare a utilizzare il gioco di ruolo per spiegare alle aziende come risolvere conflitti endogeni o esogeni, oppure per assestare alcune dinamiche di gruppo, o usarlo come metodo d’apprendimento nelle scuole, è stato necessario un lungo periodo di ghettizzazione non del tutto concluso. Avete presente la negativizzazione del nerd stereotipico dell’immaginario comune? Ecco, quella cosa lì.

A questo punto però, sebbene non ci si trovi in un mondo in cui il roleplaying, ossia il gioco di ruolo, sia utilizzato e abbracciato da qualsiasi realtà educativa o progettuale, sicuramente sta vivendo un momento di grande rinascita ed espansione.
Dungeons and Dragons è il gioco di ruolo forse più famoso di cui ora è molto apprezzata la quinta edizione (we don’t talk about la quarta edizione, no-no-no) ma assieme a lui Pathfinder, Call of Chtulu, Sine Requiem e altri vengono continuamente proposti sugli scaffali di molte fumetterie e negozi di giochi.
Il mercato ad oggi conta anche un notevole numero di manuali di espansione e di giochi esordienti, persino i franchise più gettonati ricevono il loro adattamento TTRPG (TableTop RolePlay Game, cioè Gioco di ruolo – Gdr – da tavolo, da non confondersi con il gioco di ruolo su console); pensate un po’al Il signore degli Anelli, My little pony, Star Wars, anche The Witcher, o Cyberpunk.
C’è un po’ di tutto, soprattutto considerando che dai manuali si possono estrapolare soltanto le meccaniche di gioco e applicarle poi ad un’ambientazione a piacere: volete ambientare a una campagna GDR in una città sotterranea nel cuore dell’Etna in cui bestie draconiche campano mercanteggiando magiche pietre laviche in cambio di cannoli senza canditi? Prendete le regole di un altro gioco che potrebbero adattarsi alla storia e ci cucite addosso la trama che vi garba, riadattate le classi, gli incantesimi, i poteri e via dicendo e siete belli che a posto. Un corno, in realtà: è un lavorone, ma non significa che non sia fattibile. Molti reputano proprio questo aspetto la parte più bella di condurre una campagna (cioè fare il Master).

Uno dei motivi per cui il gioco di ruolo è ritornato ad invadere i pomeriggi e le serate delle persone e a salvarle mentalmente dalla quarantena, si ritrova nell’opera di intrattenimento e divulgazione culturale fatto da una banda di giocatori di ruolo… su Youtube e Twitch.
La cosa particolare di questi ruolatori è che non si tratta di un gruppo di persone qualsiasi che decide di filmarsi mentre flirta con la cameriera nella locanda o lancia la palla di fuoco, meme odiato ormai da tutti i magia-dotati: sono attori e doppiatori americani, principalmente collaboratori di Viz Media e Funimation, quindi doppiatori di animazione giapponese.

Loro sono i “Critical Role”, un gioco di parole tra critical roll, lancio critico (quando con il dado si ottiene il valore massimo) e role-play, “ruolata”.

Mattew Mercher è colui che tesse le fila delle trame e accompagna i giocatori nell’avventura, il Dungeon Master. Al suo tavolo siedono la Ashley Johnson di The Last of Us II, la Laura Bailey di Mass Effect e Skyrim, Travis Willingham, Liam O’Brien, Taliesin Jaffe, Marisha Ray e altri sono i principali protagonisti che settimanalmente giocano le loro avventure in diretta streaming. E ripeto, questi sono doppiatori e attori, le loro ruolate sono davvero molto realistiche e sentite.

Hanno iniziato come sotto-unità del canale Youtube “Geek&Soundry” a mandare in onda le prime sessioni pubbliche della loro campagna privata, Vox Machina, nel 2015. Dopo tre anni la campagna giunge al termine ma nel frattempo i ragazzi di Critical Role avevano guadagnato una fama tale da potersi permettere l’indipendenza: fondano il loro canale Youtube, Twitch e il loro sito, attivano le donazioni e si trasformano in un vero e proprio media franchise. La prima campagna conta ben 115 episodi della durata di circa tre ore e vanta numerose guest star: Joe Manganiello, Ashley Burch, Noelle Stevenson, e diverse location in cui viene registrato: teatri e hall con pubblico in sala.

Ora i Critical Role sono alla loro terza campagna con il nuovo party, i Mighty Nein, sempre ambientata nel mondo di Dungeons and Dragons, ma la prima, la “Leggenda dei Vox Machina”, si sta espandendo sempre più per andare in contro ai “critters“: così si fa chiamare la loro community di fan, sempre più vasto. Vengono rilasciate interviste, podcast, storie, incontri ai vari raduni e chi più ne ha, più ne metta. Inoltre vi è stato il classico adattamento a fumetti e si è arrivati persino ad avere la versione animata in uscita per Amazon Prime in cui i protagonisti hanno ovviamente dato la voce ai personaggi interpretati nelle sessioni di gioco.
Di cui ovviamente parleremo più nel dettaglio prossimamente.

Concludendo questa introduzione sommaria al fenomeno “Critical Role”, i baldi giovani attori e doppiatori hanno costruito un franchise semplicemente giocando di ruolo. Soltanto con la forza della narrazione, dell’improvvisazione e dell’impersonificazione hanno fatto vivere a migliaia di fan le loro avventure e i loro sentimenti. Nessun effetto speciale, solo il potere delle storie.

E non finisce qui, perché format che vince non si cambia e si sfrutta: e se vi dicessimo che esistono anche i “Critical Role italiani”? Nel prossimo articolo parleremo di Inntale!

Alessandra Richetto

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