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Un luogo aperto e accogliente dove entrare in contatto con la tecnologia e gli strumenti della comunicazione per accrescere consapevolezza, competenza e autodeterminazione.

DIPLOMI (RI)ANIMATI PARTE I- VULCANO

Anche quest’anno The Paper Lab torna a celebrare i diplomati del Centro Sperimentale di Cinema della sezione piemontese, specializzata in animazione.

Venerdì 8 Luglio alle ore 17.00 al cinema Massimo, gli studenti della CSC Piemonte hanno avuto la possibilità di mostrare ad un appassionato pubblico di presenti le opere realizzate per dimostrare di essere divenuti ormai professionisti dell’arte.
Grazie a Margherita Eula, The Paper Lab ha avuto l’onore di intervistare i ragazzi, gli autori che porteranno sulle spalle l’animazione italiana per gli anni a venire.

Dei sette corti presentati, la prima autrice con cui abbiamo avuto l’occasione di parlare è stata Serena Miraglia che assieme a Margherita Abruzzi, Giada Rizzi e Lara Zizzi hanno realizzato il corto “Vulcano”.
É la storia del giovane Efesto che vuole riscattarsi agli occhi della madre e per farlo ha bisogno dell’aiuto di Ermes, il quale, però, non sembra prendere sul serio il suo ruolo di messaggero degli dei; piuttosto è più interessato ai marchingegni costruiti dal fabbro dell’Olimpo.

La trama di “Vulcano” nasce dalla volontà personale di Serena di mettere in scena una storia di scontro generazionale.

“Non volevo fare venire il magone a nessuno: volevamo soltanto creare una storia leggera e catartica per chi sentisse vicine queste questioni delicate. È stato complesso comunicare questo ai docenti perché abbiamo dovuto bilanciare la comicità presente. Un corto non può essere comico in maniera scostante, deve sempre esserlo omogeneamente.”

L’ispirazione per la resa tematica del corto è giunta dalla grande passione della ragazza per la mitologia. Da qui il colpo di genio: basarsi su personaggi archetipici per poter creare una storia character driven senza dover dedicare troppo tempo alla creazione del personaggio. In fondo si hanno solo sei o sette minuti di tempo, sudati tutti fino all’ultima goccia.

Serena ci racconta:

“Sono un’appassionata di mitologia da sempre: greca, norrena ed egizia. Poi da sempre sono una grande fan del 2D Disneyano, Hercules in primis e si vede dal corto: ho voluto fare un omaggio al mio film Disney preferito ma questo ha creato alcuni problemi in fase di realizzazione.”

Infatti dal concept partorito a Gennaio si è giunti a varie modifiche con l’ingresso nel progetto delle altre collaboratrici e dagli input della tutor Eva, per la quale il gruppo nutre una forte stima e fiducia.
Stesso discorso viene fatto con la creazione della bibbia grafica.

“è sostanzialmente una raccolta dei design di tutto ciò che compare nel corto in modo tale che, quando poi i personaggi e i vari elementi saranno da realizzare, questa raccolta possa servire per accedere velocemente a ciò che ci serve in caso di dubbi.”

Anche Lara si è rivelata una grande fan di Hercules, mentre con Margherita e Giada è entrato nei loro discorsi il videogame “Hades”, che le ha spinte a modificare il design dei personaggi rendendolo più punk e spigoloso. Per il resto, l’approccio ai personaggi, come si vede, è di tipo volumetrico (ispirato appunto al 2D Disneyano), ma inizialmente il gruppo aveva forse sottovalutato la difficoltà di questo stile, che differisce dallo stile piano in quanto più complesso da realizzare. Durante la produzione si sono dovuti scontrare con il problema del tempo: poco tempo a disposizione per la pre-produzione che ha portato tutte a dover rimandare questioni come la produzione degli effetti digitali ad un secondo momento.
Nonostante tutto, il doversi scontrare contro questi ostacoli ha permesso al gruppo di crescere moltissimo e in fretta.

L’approccio diretto ai personaggi è palese durante la visione del film, poiché viene spesso sottolineato dall’animazione come il vero cuore del corto sia il character acting, le espressioni facciali, i movimenti e i gesti caratterizzanti dei personaggi e la tematizzazione di ciò che li circonda. Anche la color palette dei loro ambienti è collegata a ciò che sono e ciò che comunicano: chiusa e scura per Efesto, chiara e pastellosa per Ermes.

“Il nostro obiettivo è sempre stato uno sin dall’inizio: semplicità e leggerezza. Essendo character driven ci sarebbe piaciuto anche provare un pitch per una serie, perché no!”

I due, in più, formano un grande duo comico ispirato forse alle amicizie personali di Serena:

“Ho avuto dei periodi in cui mi sono sentita Ermes, sempre su di giri e con un gran bisogno di qualcuno che mi riportasse per terra. Altri in cui ero io l’Efesto della situazione, a contenere i voli pindarici di chi mi stava attorno”.

Il corto è stato attualmente selezionato al Giffoni Film Festival e mentre si aspetta l’evento laziale, le autrici stanno continuando a lavorare per rendere più brillante il proprio futuro, come animatrici per progetti italiani o con progetti personali.

Alessandra Richetto