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Wikipedia, il prosumer e le fake news

Wikipedia, “l’enciclopedia libera”, nasce nel 2001 come piattaforma online che, sfruttando la tecnologia WIKI, permette agli utenti di partecipare attivamente nel processo creativo della stessa, modificandone i contenuti.

Le collaborazioni provengono da migliaia e migliaia di utenti volontari e spontanei, che (senza retribuzione) producono, controllano, aggiornano e correggono il materiale di cui usufruiscono. Wikipedia è un USER GENERATED CONTENT di portata mondiale, in grado di proteggersi da solo contro la diffusione delle fake news: con una strategia democratica di gestione delle informazioni non è necessario ricorrere ad una censura preventiva dei contenuti pubblicati, perché “con molti occhi che guardano, tutti gli errori vengono a galla” (E.S. Raymond).

Sono presenti alcune linee di condotta generale, principi che gli utenti devono rispettare sempre, e che consistono nella trasparenza, nella verificabilità delle fonti e nella possibilità del red flagging (denuncia della non-attendibilità di un’informazione). Il concetto di base è: la qualità dell’informazione trasmessa e diffusa tramite questa piattaforma è garantita dal prosumer stesso, ovvero dall’apporto umano e dallo spirito collaborativo. Non è necessario vendersi ad aziende esterne per avere software che identifichino il fake: l’errore viene evidenziato dagli stessi utenti (i quali sono divisi in diverse categorie in base al loro apporto, dall’utente occasionale al “Wikipediano”).

La comunità del web coopera e cresce insieme; il prosumer non è solamente parte attiva all’interno di un processo infinito, ne è la condizione prima e la spina dorsale. Egli mantiene vivo un progetto che ha come scopo ultimo quello di garantire un’informazione libera, fruibile senza restrizioni, come bene comune per tutti.

Federica Zambolin

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