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Goethe e colori in digitale

Nell’opera di Goethe Zur Farbenlehre, o ‘Teoria del Colore’, l’autore evidenzia il suo approccio alla comprensione del mondo naturale. Si tratta di un’opera multidisciplinare che arriva addirittura a fornire delle nozioni riguardanti l’importanza dell’estetica cromatica e la psicologia dei colori. Goethe affronta nel suo testo le teorie di Newton e dei suoi “discepoli”, affermando che questi si limitavano ad una conoscenza dei colori meramente quantitativa e matematica, quando invece per il poeta tedesco questi potevano essere considerati artefatti a cui potevano essere attribuiti valori e senso soggettivi, qualitativi ed estetici. In breve, quella di Goethe può essere definita una vera e propria “psicologia della percezione”, basata sì sul fenomenologico-soggettivo ma che necessita anche di una parte del processo oggettivo-fisico.

La psicologia dei colori è oggi ampliamente usata nel campo del marketing e della vendita di prodotti/servizi in quanto i colori influenzano eccome le scelte dei prosumer. Si parta dal concetto odierno per cui è la Persona ad essere al centro del meccanismo dell’economia e dello scambio di artefatti: la Persona è oggigiorno un’incubatrice di interessi, passioni, sentimenti, esigenze e diverse sensibilità verso il mondo che la circonda, in breve, è suscettibile all’influenza in base agli stimoli che riceve dall’esterno. Ecco, i colori sono uno degli stimoli che spinge ognuno di noi a sentirsi più o meno a proprio agio di fronte ad uno schermo, manifesto, pubblicità, prodotto, ecc. I colori richiamano uno stato d’animo. Quando entriamo in una pagina web o app per telefoni, notiamo che qualcosa li accomuna: la tavolozza colori. Ad esempio Facebook, Twitter, Telegram, Messenger, LinkedIN, Ryanair, o ancora FlixBus, WhatsApp, Intesa, Spotify, o ancora YouTube, TrenItalia, Italo, Satispay, Netflix, GMail. Font diversi, impaginazione diversa, funzioni e scopi diversi, visual diverso, ma ognuno dei tre gruppi rinvia a qualcosa che si pone al di là del mero visual:

  • armonia, sicurezza, fiducia e lealtà: il blu/celeste è usato tipicamente dalle aziende per trasmettere un senso di pacatezza d’animo ed è impiegato principalmente per dare una visione di sé molto rassicurante (Facebook, Telegram, Ryanair)
  • salute, benessere e relax: il verde è associato alla salute, ad una diretta connessione con la natura ed il mondo che ci circonda (WhatsApp, FlixBus)
  • responsabilità, urgenza e cattura dell’attenzione: il rosso stimola ad una presa di coscienza per cui quello che abbiamo di fronte è un avviso, è un artefatto da prendere sul serio e per cui prestare attenzione (Gmail), usato principalmente da enti che offrono servizi di pagamenti alternativi (Satispay), di mobilità (Moovit, TrenItalia, Italo) o per cui l’attenzione del pubblico è la materia prima per l’impresa (YouTube)

AUTORI: Nazzareno Lacidogna e Simone Srà

FONTI:

  • https://blog.leevia.com/web-marketing/come-psicologia-percezione-coloriinfluenzano-acquisti/
  • https://www.digital-coach.it/psicologia-dei-colori-nel-marketing/
  • https://asclepiosalus.wordpress.com/2015/08/29/la-visione-goethiana-del-colore/

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