Un laboratorio di fabbricazione a controllo numerico per lo sviluppo di materiali editoriali interattivi, sia multimediali, sia cartacei. Uno spazio dove produrre, giocare e imparare insieme, che offre servizi per la creazione e fruizione di contenuti e al contempo rafforza identità e coesione sociale.
Un luogo aperto e accogliente dove entrare in contatto con la tecnologia e gli strumenti della comunicazione per accrescere consapevolezza, competenza e autodeterminazione.

Zerocalcare

Zerocalcare è il nome d’arte del fumettista Michele Rech, fiero giovane di Rebibbia (non chiamatelo Romano), la città ai cui abitanti “manca tutto ma non gli serve niente“. Di fatto nasce ad Arezzo ma cresce in Francia, paese natale della madre (nei suoi fumetti impersonata dalla Lady Cocca del classico Disney “Robin Hood”).
Michele sceglie il suo pseudonimo quasi per caso al momento dell’iscrizione a un forum, dopo aver sentito una pubblicità su un detergente alla televisione; con lo stesso nome usato sul web decide di firmare le sue prime locandine di concerti Punk che quando era ragazzino era solito frequentare, da bravo “pischello“. Fortemente legato al suo quartiere e ai centri sociali, alla fine delle superiori si trova coinvolto nelle tristemente famose proteste studentesche durante il G8 di Genova (di cui si possono trovare frammenti in “Macerie prime”) e ne esce indenne quasi per caso. In seguito a questo evento che lo segnerà per sempre persegue il suo hobby di fumettista. Dopo una lunga serie di fumetti indipendenti, locandine, copertine di album disegnati di suo pugno, viene notato dal vignettista Makkox che lo accompagna lungo la pubblicazione del suo primo grande lavoro, “La profezia dell’armadillo” per Bao Publishing che riscosse un successo strepitoso (e venne tradotto anche in francese).
La sua fama cresce, il blog personale aperto nel 2011 su cui pubblica sistematicamente vignette a scorrimento verticale (appositamente pensate per la lettura online su device) accoglie un numero incredibile di visitatori quotidianamente. Continua a pubblicare altri lavori, quali “Dodici”, “Ogni maledetto Lunedì su due”, “Dimentica il mio nome” (con cui si posiziona secondo per la corsa al Premio Strega 2015), o semplici raccolte di vignette presenti sul blog. Nel 2015 su Internazionale pubblica una quarantina di pagine di quello che diverrà il suo più grande successo, “Kobane Calling”, un reportage a fumetti sulla sua esperienza sulle linee di combattimento Curde. Il volume viene pubblicato per intero nel 2016 da Bao Publishing, di cui è diventato uno degli autori trainanti.
Ad oggi, il suo ultimo lavoro risulta “Macerie prime”, un racconto in due parti.

Come si presenta il blog di Zerocalcare, visitato in data 28/05/2019

Famoso per la sua resistenza sovrumana nel “fare disegnetti” fino alle tre di notte ai firmacopie organizzati dalla sua casa editrice, Zerocalcare è un autore che ricorre metodicamente all’autobiografia nel raccontare le proprie storie, con temi in modo divertente ma talvolta serio, riuscendo a conciliare gergo romanesco a un linguaggio che tradisce una cultura non indifferente.
I suoi fumetti sono popolati da personaggi della cultura pop con cui Michele è cresciuto o con cui è venuto in contatto: Sirio il dragone che gli sussurra parole di saggezza, il saccente bambino icona del Sapientino che lo sbeffeggia, lo sciagurato coccodrillo di Peter Pan che ha ingoiato un orologio come simbolo dell’ansia del tempo che passa e così via. Temi ricorrenti nelle sue storie sono le sue origini francesi, gli amici (ognuno, per motivi di privacy, rappresentato da un alterego), le esperienze del G8 di Genova e le sue peripezie lavorative.

Zerocalcare ha, inoltre, un canale Youtube su cui ha iniziato a caricare esperimenti di corti animati. Inoltre collabora con Wired, per cui disegna recensioni o pensieri sui film o serie televisive del momento, con Internazionale e spesso viene ancora ingaggiato per degli “accolli”, locandine per manifestazioni, concerti e fiere legate, talvolta, alla realtà dei centri sociali a cui è ancora molto legato.
A “La profezia dell’armadillo” è stato ispirato un film uscito nelle sale italiane nel 2018 diretto da Emanuele Scaringi, in cui uno Zerocalcare (detto “Zero”) interpretato da Simone Liberati è accompagnato dall’amico armadillo, la sua coscienza, interpretato da Valerio Aprea.

Alessandra Richetto
Interactive Storytelling and Art 2019

Letture, contatti e fonti:

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