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Un luogo aperto e accogliente dove entrare in contatto con la tecnologia e gli strumenti della comunicazione per accrescere consapevolezza, competenza e autodeterminazione.

Timothy Morton

Un autore paragonabile al già citato William Gibson può essere Timothy Morton. Sono due scrittori, da un certo punto di vista, paragonabili; non tanto perché hanno dedicato la loro scrittura al genere fantascientifico, neanche perché si sono più volte interrogati sul futuro, immaginandolo non troppo felice e roseo; Gibson e Morton, se si può cercare una linea filosofica che accomuni il loro modo di pensare (o Weltanschaung), hanno entrambi rivolto il loro sguardo verso il presente, l’hanno analizzato e sono riusciti a cogliere, con geniali intuizioni, il sentiero negativo che hanno, ormai, intrapreso la società e il mondo in cui viviamo.

Nato nel 1968, Timothy Morton, oltre ad essere uno scrittore molto famoso, è anche professore di Letteratura inglese presso la Rice University, in Inghilterra. La sua specializzazione accademica non si limita solo alla letteratura, egli è un esponente di spicco dell’Object-Oriented-Ontology (OOO), infatti Morton ha ideato la teoria degli Iperoggetti intesi come strumento concettuale per interpretare il mondo, in quanto “entità di una tale dimensione spaziale e temporale da incrinare la nostra stessa idea di cosa un oggetto sia[1]“.

È molto difficile per noi “esseri umani” individuare e comprendere gli Iperoggetti. È un po’ come in Flatlandia, quando le linee e forme protagoniste del romanzo, nel momento in cui entrano in contatto con le sfere trimdimensionali, non sono in grado, non solo di concepirle, ma anche di vederle come veri e propri oggetti tridimensionali; ecco per noi umani gli iperoggetti fanno parte di una dimensione altra, diversa dalla nostra, ma non per questo lontana e intangibile. Questi Iperoggetti, ripresi dall’omonimo romanzo di Timothy Morton del 2013, sono, infatti, fenomeni talmente grandi ed estesi da mandare in frantumi le nostre tradizionali nozioni su cosa significa comprendere e abitare il pianeta Terra.

Infatti, sempre nello stesso scritto, Timothy Morton descrive il mondo che conosciamo come un luogo ormai finito. Fenomeni come i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale ci obbligano non solo a prendere coscienza del cosiddetto Antropocene (la nuova era geologica segnata dall’impatto del genere umano sull’ambiente che lo circonda), ma anche a riconsiderare gli stessi concetti di spazio e tempo. Il mondo, infatti, è in continua mutazione, soprattutto nel presente in cui il problema principale che sta colpendo il pianeta è il fenomeno del cambiamento climatico.

Fabiola Stuppi

Interactive Storytelling and Art 2019


[1] https://www.vice.com/it/article/pavw4b/cosa-sono-gli-iperoggetti-e-perche-potrebbero-ammazzarci-tutti

L’antropocene non è solo un periodo di distruzione causata dall’uomo, ma è anche un momento di auto-consapevolezza dell’uomo che l’uomo riconosce in sé stesso la causa del riscaldamento globale e della distruzione. E la condanna dell’uomo moderno sta proprio nel suo essere continuamente consapevole di tutto ciò in quanto sostanzialmente in ogni azione si ripresenta la questione ambientale. [2]
-Chiara Varaschin

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