Un laboratorio di fabbricazione a controllo numerico per lo sviluppo di materiali editoriali interattivi, sia multimediali, sia cartacei. Uno spazio dove produrre, giocare e imparare insieme, che offre servizi per la creazione e fruizione di contenuti e al contempo rafforza identità e coesione sociale.
Un luogo aperto e accogliente dove entrare in contatto con la tecnologia e gli strumenti della comunicazione per accrescere consapevolezza, competenza e autodeterminazione.

Autorialità e proprietà dei dati online

“Senza dubbio il web ha favorito l’appropriazione delle storie da parte dei fruitori che hanno iniziato a dire la loro attraverso fan fiction e produzioni non autorizzate sugli universi finzionali a loro più cari. Contemporaneamente il cyberspazio ha permesso la creazione di universi immersivi e trans(cross)mediali”.

Così scrive Giuseppe Carrara in un suo articolo (L’autorialità ai tempi di Internet https://autoriale.wordpress.com/2016/06/18/lautorialita-ai-tempi-di-internet/).

Nascono oggi moltissimi siti dove opere dei più grandi autori di film o romanzi vengono ripresi, rimescolati, e modificati a piacimento da fan che decidono che le cose nella storia raccontataci ufficialmente debbano andare in un’altra maniera. Così nasceva ad esempio “Cinquanta Sfumature di Grigio”: da un sito di fan fiction sfegatate che hanno deciso che la storia di Twilight dovesse prendere altri risvolti.

Il tema dell’autorialità oggi è sicuramente una questione aperta e di difficile risoluzione. Siamo nei tempi della rete, uno spazio che ci sembra aperto, gratis e senza proprietari. La realtà, però, è che ogni cosa creata su Internet risale a un autore.
Ad oggi abbiamo certo risorse open source, free copyright, gratis, che non hanno neppure bisogno di citazione diretta dell’autore.
Oggi vi sono diverse soluzioni, come risorse dotate di Licenza Creative Commons (licenze di diritto d’autore redatte e messe a disposizione del pubblico a partire dal 16 dicembre 2002 da Creative Commons, un’organizzazione non a scopo di lucro statunitense fondata nel 2001 da Lawrence Lessig – fonte: Wikipedia).

A un livello più profondo tuttavia è necessario svolgere un piccolo esame di coscienza: la digitalizzazione di un prodotto comporta che questo non sia più una risorsa materiale e quindi le diventi legittimata l’appropriazione solo perché l’autore è invisibile?

“Se è possibile entrare in relazione con l’altro online, è grazie al fatto che i media ci permettono di essere autori di contenuto e di significato, parliamo infatti di autorialità. Se fossimo ancora solo fruitori di contenuto, saremmo lontani da un’idea di comunità che si staglia dalla relazione attiva e partecipativa, ma essendo produttori attivi di post, commenti, video, podcast possiamo entrare in relazione con l’altro a partire dalla nostra idea. Scrive così Eleonora Mazzotti in un suo articolo, dando importanza così all’utente medio che sfrutta i social per portare il proprio contenuto nel mondo della digitalità per eccellenza (http://www.cremit.it/social-network-portabilita-socialita-e-autorialita/). Se però ci fermiamo a pensare per un secondo quante informazioni inseriamo sui nostri social, diventando dei portatori di senso (grazie a commenti, ai mi piace e così via), ci rendiamo conto che forse effettivamente un’autorialità su Internet esiste ancora. Condividere un contenuto creato da un’altra persona ci rende automaticamente autori di quel pensiero, o solo della sua pura condivisione di pensiero?
Questioni sottili, queste, di cui non ci rendiamo conto, ma che ci rendono però influenzabili, e forse, meno partecipi di quanto noi pensiamo.

Tatiana Dimartino
Interactive Storytelling & Art 2019

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