Un laboratorio di fabbricazione a controllo numerico per lo sviluppo di materiali editoriali interattivi, sia multimediali, sia cartacei. Uno spazio dove produrre, giocare e imparare insieme, che offre servizi per la creazione e fruizione di contenuti e al contempo rafforza identità e coesione sociale.
Un luogo aperto e accogliente dove entrare in contatto con la tecnologia e gli strumenti della comunicazione per accrescere consapevolezza, competenza e autodeterminazione.

Arte Pubblica e Situa.to

Solitamente definita all’inglese come Public Art, l’arte urbana è una particolare modalità di fruizione dell’arte, che si concentra nella città e sfrutta i tessuti urbani generalmente non identificabili come spazi propriamente artistici.

La prima forma d’arte pubblica appare già ai tempi della Roma imperiale, quando le città, soprattutto quelle delle province, furono arricchite dalle statue di imperatori e personaggi pubblici di spicco nella societas.
Quella di cui parliamo sviluppatasi negli anni ’60 del XX Secolo, si distingue da ogni forma precedente per il suo nuovo scopo: la comunicazione, non la celebrazione. Rispetto ai monumenti appartenenti alla tradizione classica, le opere appartenenti a questa corrente artistica, note come site-specific, devono possedere come prima caratteristica la riconoscibilità ed essere inserite nel tessuto pubblico.

Ago, Filo e Nodo è un’opera realizzata da Claes Oldenburg e Coosje van Bruggen, inaugurata nel Febbraio 2000 a Milano e ubicata nel Piazzale Luigi Cadorna, uno dei punti nodali della metropoli milanese.

Piazza Luigi Cadorna, Milano

Cosa rappresenta questo esempio di Public Art? Rappresentante un gigantesco ago con un filo multicolore composto da verde, giallo e rosso, vi si identificano le tre linee della metropolitana milanese. L’opera non solo mostra ma racconta la città attraverso la stessa città: la moda e l’innovazione tecnologica, due ambiti in cui la capitale lombarda si distingue.

L’arte pubblica si può definire tale quando si perde la percezione del nesso che solitamente si crea tra opera e autore, senza per questo doverne per forza favorire l’anonimato come dato caratteristico. Infatti, un altro esempio di arte urbana è il caso di Banksy. Famoso in tutto il mondo, questo artista inglese, è solito produrre le sue opere in spazi urbani, spesso al limite della legalità. Celebre è il suo ultimo intervento artistico, “Naufrago bambino“, ovvero un graffito comparso a metà maggio su un muro a filo d’acqua nel canale di Cà Foscari a Venezia. Solo negli ultimi giorni si è scoperto che l’autore di questo “dipinto” è proprio l’artista Banksy, che l’ha rivendicato in maniera molto originale, ovvero con un suo post su Instagram.

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Naufrago bambino

E’ importante sottolineare il dibattito che si è creato intorno a queste particolare forma artistica e che riguarda proprio il modo in cui l’arte pubblica debba darsi al pubblico: essendo parte di spazi cittadini ci si interroga su quale sia la via migliore attraverso la quale le istituzioni possano e debbano interfacciarsi con questo movimento artistico. Queste ultime, secondo alcuni pareri, dovrebbero non solo farsi coinvolgere nella produzione dell’arte pubblica ma soprattutto promuovere l’arte, con l’intento anche di avviare un processo di riqualificazione di spazi urbani degradati.

Un esempio di come istituzioni e arte si siano unite a questo proposito è il progetto Situa.to. Un progetto torinese di appropriazione artistica dello spazio pubblico. Situa.to ha coinvolto 30 studenti universitari di differenti corsi di studio, selezionati per partecipare a vari laboratori di formazione teorica e pratica a partire dal contesto urbano.

Per approfondire: http://www.atitolo.it/project/situa-to/

Questi workshop sono stati tenuti da particolari artisti, la cui arte affrontava svariati temi ma sempre legati alla vita urbana. Quindi, è stata divisa la città di Torino in più parti e in ognuna di esse sono state cercate delle “situazioni portatrici di una comunicazione energetica perduta”. Una situa da costruire, produrre e correggere. Queste “situazioni” sono state, in un primo tempo progettate e studiate in modo logistico, e in seguito sono state eseguite all’interno di uno spazio urbano coinvolgendo anche i cittadini.

Esempi di progetti svolti con Situa.to:

I muri di Mirafiori. Un progetto poetico che ha coinvolto il quartiere di Mirafiori, particolare perché costruito secondo una logica che ruotava tutto intorno allo stabilimento FIAT. Gli autori di questo progetto hanno riportato su tutto il quartiere e sui muri della fabbrica, la poesia: Questo autunno cambia il mondo, la poesia è nelle strade.

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La fabbrica è piena. Tragicomedia in otto atti. Ovvero un documentario su come le fabbriche abbandonate siano adesso diventate una casa per alcuni “personaggi beckettiani”.

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La fabbrica è piena

Un monumento per le operaie di Superga. Gli autori hanno cercato di ricostruire le storie perdute delle donne che lavoravano nella fabbrica di Superga, andando ad intervistarle personalmente oppure cercando delle loro tracce all’interno degli archivi della fabbrica. In loro memoria, è stata creata una piazza (nei Giardini di Via Verolengo) e un monumento dedicato a queste donne operaie.

Monumento alle donne di Superga

Cantiere Barca, adesso al MOMA di New York. È stato cercato uno spazio abbandonato, nel quartiere Barca di Torino. È stata costruita una barca a barca insieme al collettivo raumlabor. Durante la progettazione e costruzione di questa opera ci sono stati anche alcuni workshop che hanno coinvolto non solo gli abitanti della zona ma anche artisti da tutta Europa.

Cantiere Barca
Collettivo Raumlabor

Fabiola Stuppi e Rachele Cataldo

Interactive Storytelling and Art 2019

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