Un laboratorio di fabbricazione a controllo numerico per lo sviluppo di materiali editoriali interattivi, sia multimediali, sia cartacei. Uno spazio dove produrre, giocare e imparare insieme, che offre servizi per la creazione e fruizione di contenuti e al contempo rafforza identità e coesione sociale.
Un luogo aperto e accogliente dove entrare in contatto con la tecnologia e gli strumenti della comunicazione per accrescere consapevolezza, competenza e autodeterminazione.

Animazione

L’animazione o “movimento creato”, come la definisce lo storico dell’animazione di fama mondiale Giannalberto Bendazzi, è l’arte di creare il movimento a partire da semplici disegni (frame) posti in rapida successione sfruttando l’effetto phi formulato da Max Wertheimer.


Esattamente come il cinema, una scena animata procede con un frame rate di 24 immagini al secondo (25 per la televisione), ma vi sono delle complicazioni che nel cinema non sussistono: animare una sequenza (cut) non è semplice come filmarne una con uno strumento di ripresa video.

Sequenza di disegni che compiono un animazione.
Da Little witch academia, Studio Trigger

Ma, disegnare a mano ogni singolo frame non è l’unico modo per animare al giorno d’oggi: programmi avanzati, come Apollo per la Dreamworks, permettono agli animatori di minimizzare lo sforzo naturalizzando al massimo il processo di animazione e renderlo sempre più realistico. Per esempi quasi contemporanei di queste tendenze basti pensare alla possibilità di vedere addirittura i batuffoli di cotone negli abiti dei personaggi de “Gli incredibili 2” o la sequenza di apertura del teaser trailer di Frozen 2 in cui un mare in tempesta animato con tecnica 3D è difficilmente distinguibile da una ripresa dal vero.

Software Apollo

Altra tecnica utilizzata è quella della motion capture (altrimenti abbreviata in mocap), usata molto anche nel mondo dei videogiochi, in cui attori dal vivo ricreano le scene con speciali tute dotate di sensori che ne catturano i movimenti e li riportano su un modello minimale ricreato in digitale, il quale viene trasformato graficamente nel personaggio della storia (con i programmi più disparati tra i quali il famoso Maya) e collocato nell’ambiente digitale in cui esso si suppone compia quei movimenti all’interno della scena.

Fonti:

Alessandra Richetto
Interactive Storytelling and Art 2019

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