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Gli abiti come status: da Peaky Blinders a 21 Buttons

“Il modo per ottenere una buona reputazione sta nell’agire per essere ciò che desideri apparire.”, questo è quanto affermava Socrate riguardo alla reputazione. In effetti, spesso si sente parlare della grandezza di qualcuno quando la reputazione lo precede. Ma che cos’è esattamente? La nostra è sempre stata una società dell’apparenza. Il giudizio degli altri è sempre stato considerato di valore e l’essere umano in generale ha sempre fatto di tutto per essere considerato in modo positivo. Nella serie Tv “Peaky Blinders” erano i vestiti a rappresentare lo status sociale: avere degli abiti di qualità, costosi e ben tenuti era simbolo di ricchezza e potere. Ancora oggi in realtà c’è questa concezione e riguarda soprattutto gli abiti legati ad alcuni brand, anche se ormai i prezzi sono stati resi più alla portata e quindi più facilmente reperibili con qualche sacrificio di mezzo.

Peaky Blinders

L’app ideale per permettere di acquistare vestiti ed accessori, potendo avere a disposizione abbinamenti già preconfezionati dagli utenti che la popolano ed avendo anche la possibilità di guadagnare in base ai vestiti che vengono postati c’è e chiunque può usufruirne: si tratta di 21 Buttons. Questa piattaforma è simile ad Instagram ed ha una community pronta ad attribuire valore alle creazioni degli altri utenti. È quindi basata sulla reputazione, che corrisponde ad una valutazione che viene effettuata da chi ci circonda e che permette di acquisire credibilità ed affidabilità, diventando fonte di ispirazione da parte degli utenti. Nel caso di 21 Buttons, c’è infatti il sistema dei like che permette di valutare e creare una sorta di classifica. L’app suggerisce di seguire chi è considerato il più influente con il raggiungimento di un numero cospicuo di “mi piace” e follower.

L’uso della reputation per spiccare sui social

C’è perciò una reputazione che l’utente deve riuscire a costruirsi, lavorando costantemente alle creazioni ed alle foto, in modo da crescere per scalare le posizioni e riuscire ad essere proposto dalla piattaforma agli altri utenti, potendo così ampliare il proprio raggio d’azione. Chi è bravo riesce ad essere inserito nella sezione buttoner, presente nella sezione Scopri: lì vengono infatti inseriti gli influencer con maggior seguito, che spesso corrispondono a profili famosi e quindi con un budget a disposizione maggiore. 21 Buttons presenta al suo interno un circolo vizioso, dove c’è un’autoalimentazione della reputazione di chi è emerso e che spesso si trascina semplicemente il seguito ottenuto in altri contesti grazie al proprio buon nome. Questi soggetti raramente acquistano solo vestiti in negozi non firmati, ma spesso fanno un mix o si concedono solo abiti ed accessori di lusso. Non è più perciò una questione di affidabilità e di certezza, ma solo di apparenza. Difficilmente soggetti che sono poco noti riescono a spiccare, tranne in rare eccezioni, perché è l’apparato interno del sistema a non favorirli. Così facendo, c’è un ricorso sempre maggiore a ritocchi e tentativi di sorprendere con acquisti fuori portata, che però non portano al successo garantito. La reputazione ed in particolare, quella sui social network sta diventando la base di partenza per ottenere fama e successo anche in altri ambiti. Siamo tutti sempre più portati a dare importanza a ciò che gli altri pensano di noi e quindi a comportarci in modo da influenzare l’opinione altrui. Il detto “l’abito non fa il monaco” quindi in 21 Buttons non può di certo funzionare, ma anzi, è totalmente ribaltato.

Veronica Guariso

https://thelazytrotter.com/come-funziona-21-buttons-idee-outfit/

https://www.edge.org/conversation/gloria_origgi-what-is-reputation

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