Un laboratorio di fabbricazione a controllo numerico per lo sviluppo di materiali editoriali interattivi, sia multimediali, sia cartacei. Uno spazio dove produrre, giocare e imparare insieme, che offre servizi per la creazione e fruizione di contenuti e al contempo rafforza identità e coesione sociale.
Un luogo aperto e accogliente dove entrare in contatto con la tecnologia e gli strumenti della comunicazione per accrescere consapevolezza, competenza e autodeterminazione.

Greta Thunberg

Greta Tintin Eleonora Ernman Thunberg, una giovane attivista svedese di soli 16 anni, è ormai conosciuta in tutto il mondo. Per difendere il proprio paese, e tutto il pianeta, il 20 agosto 2018 ha deciso di non recarsi a scuola fino alle elezioni legislative del 9 settembre 2018 per denunciare le forti ondate di calore e gli incendi senza precedenti che si erano propagati lungo il suo paese durante l’intera estate. Seduta giornalmente durante l’orario scolastico difronte al Parlamento, in modo eclatante per la sua età e per le circostanze, chiedeva soltanto che il governo svedese riducesse le emissioni di anidride carbonica così come previsto dall’accordo di Parigi sul cambiamento climatico. Il suo slogan era “Sciopero della scuola per il clima”.

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Manifestando ogni venerdì anche dopo le elezioni tenutesi durante l’ormai atteso settembre 2018, ha lanciato forse inconsciamente un nuovo movimento studentesco internazionale, il Fridays for Future, attirando in modo notevole l’attenzione dei media e facendo in modo che le stesse manifestazioni fossero presenti in molti altri paesi, tra cui anche l’Italia. 

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Torino, 2019

Presentandosi alla COP24, vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici a Katowice, in Polonia, Greta ha esposto con parole sentite la gravità del problema: 

“Ciò che speriamo di ottenere da questa conferenza è di comprendere che siamo di fronte a una minaccia esistenziale. Questa è la crisi più grave che l’umanità abbia mai subito. Noi dobbiamo anzitutto prenderne coscienza e fare qualcosa il più in fretta possibile per fermare le emissioni e cercare di salvare quello che possiamo”

Dopo altri interventi in molte manifestazioni che hanno avuto una particolare attenzione mediatica, il 16 aprile 2019 Greta ha parlato alla commissione Ambiente del Parlamento europeo, tentando di convincere tutti i politici ad assumere un diverso comportamento, a prendere decisioni drastiche e rapide per contrastare il cambiamento climatico, facendo sempre riferimento alla voce degli scienziati e ambientalisti. 

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Greta Thunberg, aprile 2019, Parlamento europeo

Il clamore mediatico generato dai numerosi interventi della giovane attivista ha colpito drasticamente l’intera popolazione mondiale: sarà forse grazie a Greta che i cittadini del mondo riusciranno a modificare i propri comportamenti per far sì che il pianeta non vada alla deriva?
In ogni caso, Greta ad oggi è candidata al Premio Nobel per la Pace.

Post di Greta su Twitter, 15 marzo 2019
Federica Iurato
Interactive Storytelling And Art 2019

A Genova  due giovanissimi ragazzi, 15 marzo scorso, anche loro erano in marcia nel capoluogo ligure, come migliaia di altri ragazzi, in occasione della Giornata mondiale per il Clima: hanno scelto di non fermarsi a quell’esperienza, ma di dedicare qualche ora della loro settimana all’impegno sociale, ispirandosi in tutto e per tutto a Greta Thunberg, l’attivista svedese di 16 anni diventata un simbolo della lotta ambientalista. I nostri due protagonisti sono: Gaia, che ha un anno meno di Greta e suo fratello Emanuele ne ha appena 10. I due giovani, questa mattina, non sono andati a scuola, ma si sono presentati davanti al palazzo della Regione Liguria, nel centro di Genova, spiegando di essersi messi lì per imitare la piccola ma ormai famosa svedese. Gaia ed Emanuele non vivono a Genova, ma a Zoagli, vicino a Rapallo, e sono arrivati in città in treno con i loro familiari, che li supportano. Come Greta ha fatto per mesi, non sono andati a scuola, in un venerdì che potrebbe essere il primo di una lunga serie, «se le cose non cambieranno». Per tutta la mattinata sono stati fermi, in piedi e in silenzio, davanti all’ingresso della Regione (recentemente criticata dalle associazioni ambientalisti e dal coordinamento locale di Fridays for Future per l’approvazione di una legge che taglia 600 ettari di parchi della Liguria), esponendo due cartelli con la scritta a pennarello: “Abbiamo bisogno di azione” e “School strike 4 climate”. Pochissimi si sono fermati a parlare con loro, ma molti, tra cui anche amministratori pubblici e funzionari della Regione, hanno osservato con aria interrogativa i due ragazzini. Nello zaino, il libro della Thunberg, “La nostra casa è in fiamme”, grazie al quale si sono resi conto che, la loro quasi coetanea, ha ragione.  Nelle scorse settimane, al venerdì pomeriggio, il coordinamento di Fridays for Future Genova, insieme con Legambiente, Italia Nostra, Cai e altre realtà, si è dato appuntamento in piazza De Ferrari per proseguire l’esperienza del 15 marzo scorso, ma i due giovanissimi attivisti hanno voluto portare avanti la loro protesta autonomamente: «La battaglia per il futuro deve partire da ogni singola persona. ”

Anna Marchi

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